Business
Apple snobba la crisi e annuncia fatturato record
22 Gennaio 2009

Una crescita che sfiora il 2% ed un profitto di 1,58 miliardi di dollari: questi i dati diffusi ieri da Apple che, comunicando i risultati, mostra un’azienda che non teme la crisi ma anzi la supera con buoni risultati e liquidità per il primo trimestre 2009 chiusosi il 27 dicembre 2008. Nonostante Apple abbia perso terreno negli Stati Uniti (-19%) , le vendite mancate nei negozi statunitensi sono state compensate da quelle effettuate nei n egozi europei e giapponesi, che hanno visto una crescita rispettiva del 30 e del 27%. Il successo è stato reso possibile dalla vendita di 2 milioni e mezzo di computer Mac (effettuata per buona parte da nuovi acquirenti nel mondo Apple, dato molto significativo per le previsioni future), ma soprattutto dal record di vendite iPod che ha raggiunto quasi i 23 milioni per questo primo trimestre, facendo riconfermare Apple quale re incontrastato sul mercato dei lettori musicali, mentre l’iPhone, che comunque continua ad andare bene con 4 milioni e 363 mila unità vendute, ha perso lo slancio iniziale. Jobs conferma i dati dichiarando che “ Questo trimestre si rivela il migliore della storia di Apple ” Il settore iTunes , su base annua, cresce del 25% e, rispetto al trimestre precedente, cala del 4%. Come confermato da Cook, Apple non fa compromessi di prezzo per andare in contro alla crisi economica: “ Non è la nostra identità e non è per questo che siamo qui…Il nostro obiettivo non è fare molti telefoni, ma il miglior telefono sul mercato .” Riflettendo anche sui netbook inferiori ai 500 dollari , Cook aggiunge che “ Stiamo osservando il settore, ma i prodotti attuali sono poco potenti e poco ergonomici. Il nostro attore in quel settore è iPhone, che permette di fare quello che fa un notebook, e sta in una tasca ”. Mentre Apple si gode i successi ottenuti, la Sec apre un fascicolo sulla salute di Jobs , per verificare se le comunicazioni riguardo al suo stato di salute siano state fatte in ritardo, al fine di non allarmare gli investitori.

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