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Inutile parlare di privacy, parola di Mr. Facebook
11 Gennaio 2010

Il termine privacy è anacronistico. E se a dirlo è proprio colui che ha reso la privacy un fastidioso ostacolo da superare c’è da crederci. “Ormai gli utenti condividono senza problemi le informazioni personali online. Le norme sociali cambiano nel tempo. E così è anche per la privacy” , ha dichiarato Mark Zuckeberg, giovane Ceo di Facebook durante un incontro a San Francisco. “Quando ho iniziato a pensare a Facebook nella mia cameretta di Harvard, in tanti si chiedevano: ‘Perché mai dovrei mettere informazioni online? Perché dovrei avere un sito personale?’ Poi è iniziata l’esplosione dei blog e di tutti gli altri servizi che permettono di condividere informazioni online” , ha affermato, respingendo tutte le polemiche sulla riservatezza che coinvolgono quotidianamente la sua creatura da 350 milioni di utenti. La questione della privacy su Facebook è tornata di prepotente attualità quando il social network si è accordato con i maggiori motori di ricerca per far comparire le attività dei suoi iscritti nelle risposte alle domande degli internauti.

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