LinkedIn, niente escort tra noi

Il mestiere più antico del mondo fuori dai contatti professionali di LinkedIn : il social network dedicato ai rapporti di lavoro ha appena aggiornato i suoi termini di servizio aggiungendo una clausola che invita esplicitamente i suoi iscritti a non creare profili o pubblicare contenuti che promuovano servizi di escort e prostituzione, anche se nel proprio Paese queste attività sono legali. Un portavoce di LinkedIn ha spiegato che il social network ha sempre proibito ai propri iscritti di svolgere attività contrarie alla legge, ma in alcuni Paesi in cui l’azienda opera la prostituzione è legale, l’Olanda ad esempio. Di qui l’ulteriore precisazione. LinkedIn non è l’unica a bandire attività a luci rosse dalla propria rete. Facebook invita chi vi si iscrive a non utilizzare il social network per “ scopi illegali ”, ma anche per pubblicare “ contenuti pornografici ” o per utilizzare applicazioni di terzi con contenuti correlati “ a servizi di incontri ”, pubblicità comprese. 

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