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L’Italia fa i conti con la app economy
11 Marzo 2014

Agli italiani piacciono le applicazioni. Nell’ultimo anno sono stati 1,2 miliardi i software per smartphone e tablet scaricati nel nostro Paese : ciascun dispositivo mobile ne ha installate 32, anche se gli utente ne utilizzano quotidianamente solo 5.  Uno dei mercati più attivi nella new internet, ovvero il web mobile fatto di app e servizi specifici, è quello dei media . Secondo l’Osservatorio New Media e New Internet del Politecnico di Milano, in italia si conctano circa 370 applicazioni legate a giornali, editori e news, e il 35% delle testate è presente sia su smartphone sia su tablet. Il settore dell’informazione ha aumentato del 120% la sua presenza nel mondo delle app: i software per dispositivi mobili, del resto, sembrano perfetti per la diffusione di contenuti giornalisti ed editoriali, con la possibilità di collegarsi ai social network, di integrare video e di personalizzare il proprio profilo.   Grazie all’incremento di attività sulla nuova internet, il settore dei media digitali in Italia ha raggiunto i 2 miliardi di euro nel 2013 (+18%) , con ricavi da servizi a pagamento e pubblicità che sono riusciti a rintuzzare i colpi persistenti della crisi e valgono ormai il 12% dell’intero comparto media. Il vero bottino prezioso è quello dell’ adv mobile, il cui giro d’affari è aumentato del 167% .  E mentre il web 2.0 spopola, con Facebook che cattura il 76% degli internauti, Google+ il 49% e Twitter il 36% , e 27 milioni di italiani che ogni mese navigano nei loro profili social via mobile, i media tradizionali stentano : nell’ultimo anno il loro fatturato è sceso del 5%, attestandosi a 15 miliardi di euro (-3 miliardi dal 2008). Tra le dinamiche più interessanti dell’utilizzo della rete mobile c’è l’esteso consumo di video musicali, d’intrattenimento e d’informazione.  Streaming e contenuti editoriali rappresentano anche il futuro dell’economia web :  “Nel 2018, il mercato degli internet media dovrebbe raddoppiare, arrivando al 20-25%, grazie alla new internet – dice Andrea Rangone, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. La parte dei ricavi diretti resta piccola: il pay oggi rappresenta solo il 4% e prevediamo che tra quattro anni arrivi al 10%” . La vera sfida delle media company sarà  capitalizzare il grande flusso dell’online e far fruttare l’enorme base d’utenza potenziale offerta da smartphone e tablet. Specializzarsi, puntare su qualità, interattività e multicanalità. E su una linea editoriale forte, con un inquadramento preciso: quel che spesso manca nel mare magnum della rete.

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