6 Febbraio 2026
MCE Lab presenta la “Do NOT List” per ricaricare l’auto elettrica in condominio: gli errori da evitare per non incorrere in cause legali

Con l’aumento delle auto elettriche, la possibilità di  ricaricare in condominio diventa una necessità condivisa, che richiede rispetto rigoroso delle norme per evitare liti e procedimenti giudiziari. 

Milano, 5 febbraio 2026 – MCE Lab, il laboratorio dedicato al comfort abitativo e all’efficientamento energetico promosso da MCE – Mostra Convegno Expocomfort, vede nella mobilità elettrica un’importante opportunità per la sostenibilità e la transizione ecologica.

In questo contesto, MCE Lab ricorda che un condominio non è una stazione di servizio: vigono le regole del Codice Civile, valide per tutti i condòmini indipendentemente dal veicolo posseduto.

Il singolo condòmino può installare una colonnina di ricarica (wallbox) nel proprio box privato a sue spese, collegandola al contatore personale (anche se i cavi attraversano parti comuni), senza bisogno di approvazione assembleare (Art. 1122-bis C.C.). È però obbligatorio comunicare il progetto all’amministratore via PEC o raccomandata, che informa l’assemblea. Quest’ultima non può negare il permesso, ma entro 30 giorni può imporre cautele per tutelare parti comuni, stabilità, sicurezza e decoro, richiedendo eventuali garanzie.

Ecco allora la “Do NOT List” di MCE Lab per una ricarica sicura e legale, redatta assieme alla prof.ssa Annalisa Galante, docente di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano e referente mobilità per MCE Lab:

• NON ricaricare collegando la presa direttamente a quella del garage condominiale: si tratta di furto aggravato e appropriazione indebita, con costi scaricati ingiustamente su tutti i condòmini.

• NON usare connettori a 16 Ampere per ricariche prolungate: venduti per emergenze, non reggono carichi elevati, rischiando incendi e dispersioni termiche con maggior consumo.

• NON installare wallbox “fai da te”: affidarsi a società specializzate per consulenza progettuale, Dichiarazione di Conformità (Di.Co), verifica del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) se l’autorimessa supera 300 mq, e SCIA ai Vigili del Fuoco per aumento del carico di incendio.

• NON allacciare al contatore condominiale: installare un contatore dedicato, rispettando il principio di godimento paritario (Art. 1102 C.C.) e la capacità limitata dell’impianto comune.

• NON posizionare prese “fai da te” in facciata o cortile: viola spazi comuni e norme di sicurezza edilizia.

“Ricaricare in condominio è un diritto, ma solo se esercitato con responsabilità condivisa” – conclude la prof.ssa Galante.