19 Giugno 2026
#RigeneraBoschi, Sorgenia: la ricerca sul rapporto italiani e boschi riceve la validazione scientifica internazionale su iForest

La rivista scientifica internazionale iForest – Biogeosciences and Forestry della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale ha recentemente pubblicato lo studio condotto dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro per Sorgenia su oltre 2.200 italiani. La ricerca ha rivelato come il bosco sia diventato un elemento centrale non solo per la transizione ecologica ma anche per la salute fisica e mentale degli italiani.

 

Milano, 19 giugno 2026 – L’indagine nazionale sul rapporto degli italiani con le foreste è stata pubblicata in modalità open access da iForest Biogeosciences and Forestry, rivista scientifica indicizzata della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (Sisef). Lo studio, condotto dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro per Sorgenia nell’ambito del progetto #RigeneraBoschi, entra a tutti gli effetti nella letteratura forestale internazionale e diventa fonte primaria a disposizione di ricercatori, istituzioni, decisori pubblici. Questa pubblicazione rende l’indagine sulla percezione dei cittadini un documento di riferimento per la comprensione del legame emotivo e psicologico che unisce gli italiani al proprio patrimonio naturale. I risultati presentati a Roma il 17 ottobre 2025 ora sono un risultato scientifico validato che è stato letto e raccomandato da diversi ricercatori.

 

I boschi sono riconosciuti sempre di più per il loro valore di benessere sociale, culturale e psicologico e non solo per la loro dimensione ecologica che resta comunque centrale: la foresta è diventata un punto di riferimento importante per il benessere e lo stato mentale degli italiani soprattutto dal post-pandemia.

 

La ricerca è stata condotta nell’ambito del progetto di Sorgenia #RigeneraBoschi che da due anni monitora in tempo reale la salute di alcuni boschi in diverse regioni d’Italia. Oltre 2.200 i partecipanti coinvolti nell’indagine realizzata con la responsabilità scientifica di Giovanni Sanesi, docente del Dipartimento di Scienze del suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari Aldo Moro. Il gruppo di lavoro è composto da: Antonio Brunori segretario generale di PEFC Italia; Giuseppe Carrus dell’Università degli studi Roma Tre; Davide Clemente e Angelo Panno, Università Europea di Roma; Giuseppina Spano, Università Pegaso.

 

Dice Giovanni Sanesi responsabile scientifico della ricerca: “I nostri risultati diventano parte della letteratura forestale internazionale. Il processo per la pubblicazione al quale è stata sottoposta la ricerca ha verificato il disegno dello studio e la robustezza del campione. La pubblicazione apre la strada a confronti e a comparazioni internazionali in un ambito di studio innovativo e con ampie prospettive di crescita nel prossimo futuro“.

 

Lo studio pone l’accento su un cambiamento di paradigma profondo: il beneficio che i cittadini traggono dal contatto con la natura non dipende più soltanto dalla frequenza fisica delle visite ma dalla qualità dellesperienza emotiva vissuta. Emerge con forza quello che i ricercatori definiscono un “bisogno attivo di natura“, una dimensione psicologica che vede soprattutto le donne come protagoniste. A loro sono riconducibili risultati significativamente più alti rispetto alla media dei livelli di benessere e di connessione con l’ambiente forestale.

 

Questo rinnovato amore per il verde si scontra tuttavia con alcune distorsioni percettive. Se da un lato il 94,6% degli italiani identifica correttamente nelle foreste il principale alleato contro la crisi climatica e il dissesto idrogeologico, dall’altro persiste una tendenza a sovrastimare la reale copertura boschiva nazionale, ritenuta molto più vasta di quanto dicano i dati ufficiali. Parallelamente, la sensibilità verso le minacce ambientali resta altissima, con gli incendi boschivi e l’abbandono dei rifiuti percepiti come le ferite più gravi al territorio, specialmente nelle aree del Sud e delle Isole.

 

Il legame corporeo e rituale con il bosco è testimoniato anche da alcune pratiche, come quella di abbracciare gli alberi, dichiarata da quasi la metà degli intervistati, a conferma di una ricerca di contatto reale con la natura che supera la semplice fruizione turistica. Il pubblico oggi non cerca più solo svago, ma conoscenza su temi complessi come la biodiversità e la gestione forestale, preferendo fonti scientifiche e istituzionali alla frammentazione dei social media.

 

Intanto l’iniziativa #RigeneraBoschi prosegue con il coordinamento scientifico del professor Giorgio Vacchiano dell’Università degli Studi di Milano. Lo studio è attualmente in corso in cinque boschi, individuati insieme a PEFC Italia, collocati in sei regioni italiane: Parco Nord Milano (Lombardia), Bosco di Forlì-Bertinoro dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero di Forlì-Bertinoro (Emilia-Romagna), Unione dei Comuni montana Colline Metallifere (Toscana), Parco naturale regionale Bosco Incoronata (Puglia) e Parco Nazionale del Pollino che si estende tra Calabria e Basilicata.

 

All’interno di questi boschi sono stati installati 36 Tree Talker, dispositivi basati su tecnologia IoT, in due zone distinte: in una la foresta non è coltivata, nell’altra viene effettuata una gestione sostenibile attraverso un’attenta pianificazione di interventi calibrati rispetto alla tipologia di bosco e ai benefici ambientali e sociali che può fornire. Ogni dispositivo, grande come uno smartphone e applicato al tronco, misura ogni ora i parametri vitali e fisici di ogni singolo albero, consentendo l’analisi di quattro indicatori principali: accrescimento del diametro, flusso linfatico, attività fotosintetica della chioma e stabilità meccanica.

 

Nei prossimi mesi riprenderanno le attività di educazione ambientale rivolte alle scuole italiane; il progetto inoltre amplierà il proprio perimetro di studio con l’inserimento di due nuove regioni del Centro Sud.

 

La pubblicazione è disponibile qui: