4 Giugno 2026
Crisi energetica e flessibilità, EBS: “L’Europa apre, l’Italia con il DL Energia frena. Una contraddizione che non possiamo permetterci”

Il presidente dell’Associazione EBS (Energia da Biomasse Solide), Andrea Bigai, commenta l’attuale scenario economico, dopo la decisione della Commissione Europea di accogliere le proposte del Governo italiano per contrastare la crisi energetica e ridurre la dipendenza dall’estero.

 

4 giugno 2026 – La Commissione Europea ha confermato il via libera alla flessibilità di bilancio per l’Italia: fino a 13-14 miliardi di euro in tre anni, con un margine annuo massimo dello 0,3% del PIL, per misure di resilienza energetica e accelerazione della transizione dai combustibili fossili. È una risposta concreta alla richiesta avanzata dalla Presidente del Consiglio Meloni e rappresenta una importante finestra di opportunità per il nostro Paese. Le raccomandazioni della Commissione si concentrano con chiarezza sulla necessità di accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili, nell’elettrificazione e nell’indipendenza energetica.

 

Andrea Bigai, Presidente di EBS, commenta: “La flessibilità ottenuta a Bruxelles deve tradursi in investimenti reali nella transizione: è questa la condizione per meritarla e per usarla bene. Il DL Energia, nella sua formulazione attuale, non solo non favorisce investimenti nel complesso delle energie rinnovabili, ma anzi per alcune di esse ne limita il funzionamento. È una scelta che, oltre a rallentare la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale, rischia concretamente di precludere all’Italia l’accesso alle risorse europee appena rese disponibili”.

 

Queste risorse, come esplicitamente indicato dalla Commissione, sono riservate a misure che “contribuiscano a rafforzare la resilienza strutturale del sistema energetico europeo e che accelerino la transizione dai combustibili fossili”.

 

Tra le fonti rinnovabili su cui l’Italia può e deve puntare la produzione da biomasse solide rappresenta un asset strategico spesso sottovalutato. A differenza di altre fonti intermittenti, la biomassa solida garantisce continuità di produzione e programmabilità: caratteristiche fondamentali per la stabilità della rete e per una vera indipendenza energetica. Inoltre, la filiera delle biomasse solide opera secondo i principi dell’economia circolare, valorizzando scarti e residui agricoli e forestali che altrimenti andrebbero perduti, con benefici concreti per i territori, per l’occupazione locale e per la riduzione delle emissioni lungo tutta la catena del valore.

 

Prosegue Bigai: “Esemplare il caso della Spagna che ha richiesto flessibilità fiscale non per misure tampone, ma specificamente per accelerare gli investimenti in energia rinnovabile, come garanzia di indipendenza energetica e competitività strutturale”.

 

Aggiunge poi il Presidente dell’Associazione EBS: “Riteniamo che investire nelle rinnovabili non sia solo una scelta ambientale: è una scelta economica, industriale e di sovranità. Il mix rinnovabile, per essere efficace, deve includere fonti programmabili come la biomassa solida, capaci di integrare le fonti aleatorie contribuendo a bilanciare l’intermittenza del sole e del vento e di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in ogni condizione. Limitare gli investimenti green oggi significa rinunciare a miliardi di risorse europee già disponibili, perdere competitività e mantenere il Paese dipendente da forniture energetiche esterne instabili e costose”.