23 Ottobre 2023
Dall’amministratore condominiale al Building Facility Manager: è in atto una rivoluzione nei condomini italiani?

La figura dell’amministratore di condominio è in piena trasformazione, sulla scia dell’evoluzione degli stessi edifici amministrati verso soluzioni tecnologiche sempre più innovative, connesse e orientate alla smartness. Questo sviluppo prevede che l’amministratore condominiale diventi una figura manageriale in grado di gestire e governare i cambiamenti in atto nell’abitare smart e sostenibile. MCE all’interno dell’ambito That’s Smart affronta l’argomento supportando lo scambio tra i diversi soggetti coinvolti e coinvolgendo attivamente anche gli amministratori.

 

Milano, 17 ottobre 2023 – Per essere al passo coi tempi l’Amministratore di condominio oggi si deve evolvere in Building Manager con tante responsabilità (anche penali) e una spiccata capacità di gestione dei rapporti con i condòmini e i fornitori. Per affrontare questo cambiamento ed essere competitivo deve trasformarsi in un Facility Manager, cioè un professionista che si occupa della gestione degli edifici e di tutti quei servizi strumentali a servizio del condominio e può esserne responsabile gestendo le molteplici utilities che vanno dalle manutenzioni programmate, alla sicurezza, alle telecomunicazioni, fino ai servizi di controllo e sicurezza. Si passa, quindi, da una visione legata essenzialmente all’emergenza nel gestire i problemi in condominio come edificio “statico”, a un approccio più orientato al Building Facility Management, ossia strettamente correlabile alle operazioni, ordinarie e straordinarie, necessarie per garantire che un ambiente fisico supporti, per tutto il suo ciclo di vita, le esigenze e la funzione per cui è stato pensato e costruito.

 

Anche la sicurezza, intesa come Safety & Security, è un tema che viene – oggi più che mai – sentito da chi abita in condominio e che coinvolge direttamente l’Amministratore nel valutare le soluzioni più adatte alla sicurezza delle parti comuni, alla gestione della qualità dell’aria e dell’acqua che entra negli appartamenti.

 

In questo contesto complesso, è innegabile, l’Amministratore ha un nuovo compito: quello di sensibilizzare i condòmini sui temi dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, ma anche della riqualificazione degli spazi comuni per aumentare il valore dell’edificio nel tempo.

 

“In relazione a queste nuove sfide professionali, per gestire la complessità di attività e innovazioni tecnologiche con ricadute dirette sull’evoluzione dell’edificio condominio, è necessario che l’Amministratore di condominio metta in campo molteplici competenze, inerenti a diversi ambiti, tra cui non dovrà di certo mancare la propensione al dialogo e il confronto con il cliente, fondamentale per capirne le esigenze e trovare soluzioni” afferma la Prof.ssa Annalisa Galante, membro del Centro Studi di ANACI Lecco e Coordinatrice scientifica di That’s Smart. “Come Building Facility Manager, avrà il dovere di analizzare le necessità dei propri interlocutori e pianificare la gestione delle risorse a disposizione sia per i servizi legati alle infrastrutture sia per quei servizi migliorativi per il condominio. Un ruolo che ha bisogno di un up-grade delle competenze e delle conoscenze, nonché un aggiornamento costante e continuo sulle innovazioni legate alla transizione energetica verso edifici sempre più efficienti”.

 

Ma come si arriva a fare il Building Facility Manager? Questa nuova figura richiede una professionalità sempre più qualificata che potrebbe partire proprio dai giovani, infatti quest’anno l’Università Auge (Accademia degli Studi Giuridici Europei) ha introdotto una laurea triennale specifica per la formazione di esperti amministratori di condominio che prevede lo studio di materie specifiche come il diritto civile e amministrativo, la contabilità, la gestione delle risorse e dei servizi, oltre a discipline trasversali utili per lo sviluppo di competenze comunicative e relazionali.

 

Diversi sono anche i Master post laurea o post diploma che si occupano di Property and Building Management in ottica di Real Estate e gestione di medi e grandi patrimoni immobiliari. Lo sviluppo di competenze legate specificamente al management e alle strategie di rivalutazione degli immobili sul mercato, eleva la figura del “semplice” Amministratore di condominio a un ruolo “direzionale” di riferimento per i clienti (i condòmini) e i fornitori (professionisti e imprese), acquistando credibilità nel coordinamento delle attività ordinarie e straordinarie.

 

Per chi ha almeno 5 anni di esperienza sul campo, poi c’è la possibilità di acquisire una certificazione di qualità della propria attività professionale – rilasciata da un ente accreditato Accredia – secondo la Norma UNI 10801:2016, che riconosce nell’Amministratore di condominio un “elemento centrale del processo di gestione degli immobili in funzione del suo ruolo primario di attuatore delle leggi dello Stato e di altre normative e disposizioni locali riguardanti direttamente o indirettamente gli immobili come pure in qualità di esecutore di mandati e di mediatore tra le diverse figure coinvolte”. Questo ulteriore tassello formativo dà sicuramente un valore aggiunto alla professionalità dell’Amministratore, portandola a un livello superiore perché un ente terzo super partes certifica in modo “oggettivo” le sue competenze, valutando l’attività svolta e le conoscenze acquisite con l’esperienza.

 

L’Amministratore di condominio, per mantenere il ruolo di Facility Building Manager, deve essere un professionista competente, preparato, attento ai cambiamenti, impegnato in un percorso di formazione continua per migliorare la qualità del servizio al cliente, i cui interessi devono essere prevalenti. E anche per questo deve avere una conoscenza trasversale e costantemente aggiornata che richiede – oltre alle ore di formazione obbligatoria previste per legge – ulteriori approfondimenti specifici, acquisiti con seminari, conferenze, webinar su tematiche fondamentali per la transizione energetica, tecnologica e sociale che stiamo attraversando, come:
·       le innovazioni impiantistiche e tecnologiche,
·       la smartness applicata ai condomini esistenti,
·       la frontiera dei nuovi combustibili alternativi che alimenteranno le caldaie condominiali (come l’idrogeno),
·       l’autosufficienza energetica, legata anche all’autoconsumo collettivo e alle Comunità Energetiche,
·       il quadro normativo e legislativo che regola e regolerà obblighi e opportunità legate alla valorizzazione degli edifici.

 

Questi saranno anche i temi caldi di That’s Smart, l’area di MCE-Mostra Convegno Expocomfort dedicata alle soluzioni per l’efficientamento energetico e la smartness che si articolerà nel ricco programma di appuntamenti formativi e informativi della 43° edizione, a Milano dal 12 al 15 marzo 2024.

 

L’Amministratore 2.0, quindi, non può – e non dovrebbe – limitarsi ad acquisire esperienze svolgendo esclusivamente la professione, ma deve cogliere ogni opportunità formativa possibile, non solo per essere aggiornato sulle novità, ma per prepararsi con anticipo alle rivoluzioni che la transizione in atto porterà nel settore legato alla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.