21 Gennaio 2026
#RigeneraBoschi: i pugliesi riscoprono il bosco come luogo di benessere e alleato del clima. La ricerca di Sorgenia e UniBa

Presentati oggi all’Università di Bari i risultati della ricerca realizzata da Sorgenia e dall’Ateneo per indagare il rapporto dei pugliesi con i boschi: il 95% vede nelle foreste un alleato chiave contro la crisi climatica. Le foreste diventano luoghi privilegiati per yoga e relax nella natura. La richiesta principale resta l’accessibilità: il 62% vuole spazi verdi di prossimità. L’iniziativa si è svolta nell’ambito di #RigeneraBoschi, progetto che studia lo stato di salute di cinque aree forestali in Italia, tra cui il bosco dell’Incoronata di Foggia.

 

Bari, 21 gennaio 2026 – L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha ospitato oggi la presentazione dei risultati del progetto #RigeneraBoschi di Sorgenia, dedicato alla tutela delle foreste italiane. Il focus della giornata è stato interamente dedicato alla Puglia. L’evento si è svolto presso il Centro Polifunzionale dell’Ateneo barese alla presenza di autorità regionali, esperti forestali e rappresentanti istituzionali e ha messo in luce nuovi dati sul rapporto dei pugliesi con il patrimonio forestale.

 

#RigeneraBoschi è il progetto di Sorgenia che, con il coordinamento scientifico del Giorgio Vacchiano dellUniversità degli Studi di Milano, monitora da oltre un anno lo stato di salute di cinque boschi in Italia e propone attività di educazione ambientale rivolte a studenti dei territori coinvolti. In Puglia, il monitoraggio è fatto nel parco naturale regionale Bosco Incoronata dove i dispositivi Tree Talker, sensori applicati agli alberi, acquisiscono in tempo reale dati sul loro stato di salute.

 

L’incontro all’Università di Bari e i relatori
Al centro dell’incontro odierno, la ricerca “Il rapporto degli italiani con i boschi e le foreste”, commissionata da Sorgenia all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro con la responsabilità scientifica del professor Giovanni Sanesi, docente di Selvicoltura e Parchi naturali e prodotti non-legnosi del bosco presso il dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti. Lo studio ha coinvolto oltre 2.200 partecipanti adulti in Italia, nel periodo compreso tra maggio e luglio 2025, confermando una crescente consapevolezza ambientale nella popolazione pugliese, con risultati che in alcuni casi superano i dati nazionali.

 

L’apertura dei lavori è stata affidata a Maria De Angelis, direttrice del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari. A seguire, sono stati presentati gli studi condotti sinora nell’ambito di #RigeneraBoschi con la partecipazione di Federica Petra Colombo, responsabile Relazioni Esterne di Sorgenia, e dei professori Giorgio Vacchiano e Giovanni Sanesi. A seguire un tavolo istituzionale con gli interventi di Angelo Vita, comandante Carabinieri Forestali Regione Puglia; Domenico Campanile, dirigente sezione Gestione Sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali, Regione Puglia; Giampiero Di Lella, dirigente Servizio Tutela e valorizzazione dell’Ambiente, Città Metropolitana di Bari, ed Elda Perlino, assessora all’Ambiente del Comune di Bari. A chiudere i lavori Giuseppina Spano, docente dell’Università Pegaso.

 

Puglia: percezione più realistica della copertura forestale
Uno degli elementi più significativi emersi dalla ricerca riguarda l’evoluzione della percezione della copertura forestale regionale. Il confronto tra i dati del 2020 (studio Carrus*) e quelli del 2025 (ricerca Sorgenia) mostra che oggi i cittadini pugliesi hanno maggior consapevolezza della reale estensione del patrimonio boschivo nella loro regione. Questo allineamento percettivo rappresenta un segnale positivo di maggiore informazione e sensibilità ambientale.

 

Attualmente, la sovrastima della copertura boschiva nazionale registrata in Puglia è di +3,0 punti percentuali rispetto al valore reale riportato dall’INFC (Inventario Nazionale delle Foreste), che indica in poco più di 11 milioni di ettari la superficie forestale complessiva nazionale, pari al 37% del territorio nazionale. Lo scostamento pugliese risulta quindi inferiore alla media nazionale (+5,5 punti percentuali).

 

Bosco come esperienza ricreativa: il caso pugliese
La ricerca evidenzia come in Puglia la relazione con il bosco sia prevalentemente ricreativa. La pratica di registrare suoni naturali è indicata come esperienza vissuta dal 34,7% dei cittadini pugliesi, segnalando una relazione più contemplativa con l’ambiente forestale. Il 48,5% degli intervistati nella regione mostra interesse per meditazione e yoga nella natura, ben oltre la media nazionale. Dormire sotto le stelle risulta un’esperienza concreta per oltre la metà, mentre attività come abbracciare gli alberi, camminare scalzi e partecipare a rituali simbolici sono in crescita, segno di una relazione sempre più personale e multisensoriale con il patrimonio forestale. Anche la ricerca di luoghi isolati nel bosco è elevata ed esprime il desiderio di rilassarsi o meditare.

 

A livello nazionale, circa il 44% degli intervistati dichiara di raccogliere cibo dal bosco. In Puglia, tuttavia, solo il 31% pratica la raccolta di prodotti forestali, una percentuale significativamente inferiore alla media nazionale.”Questo dato conferma che in questi territori prevale una relazione con il bosco più ricreativa che utilitaristica, o una minore continuità delle pratiche tradizionali di raccolta”, ha spiegato il professor Sanesi.

 

Il 95% dei pugliesi: foreste alleate contro la crisi climatica
Lo studio conferma che il 95% dei cittadini pugliesi identifica le foreste come protagoniste nel contrasto alla crisi climatica, una percentuale leggermente superiore alla media nazionale (94,6%). La maggioranza degli abitanti della regione vede il bosco soprattutto come risorsa ambientale e protettiva, attribuendo grande importanza alla prevenzione del dissesto idrogeologico, al contrasto alla crisi climatica e alla tutela della biodiversità.

 

Emerge inoltre una significativa domanda locale di spazi verdi accessibili: il 62,1% dei pugliesi esprime il bisogno di maggiori aree verdi, un dato particolarmente alto e in linea con la crescente richiesta di naturalità e benessere fisico post-pandemia.

 

Forte esigenza di informazione sui temi forestali
La Puglia si distingue tra le regioni con maggiore domanda di informazione ambientale: il 9,2% degli intervistati esprime questo bisogno. “Probabilmente per effetto sia della dimensione della popolazione sia di una maggiore vivacità del dibattito locale”, aggiunge il professor Sanesi. Tra i temi di maggior interesse per i pugliesi emergono: biodiversità e aree protette (66,3%), boschi e salute (61,4%) e lotta alla crisi climatica (55%).

 

I risultati scientifici del monitoraggio nel Parco dell’Incoronata
Durante l’evento sono stati illustrati anche i primi risultati del monitoraggio scientifico condotto nel parco naturale regionale Bosco Incoronata, nel cuore del Tavoliere delle Puglie.

 

La ricerca, coordinata dal professor Vacchiano, utilizza sensori Tree Talker per monitorare in tempo reale lo stato di salute degli alberi, raccogliendo dati su fotosintesi, crescita e reazione agli eventi climatici intensi. I sensori sono stati installati in due zone distinte: una in cui la foresta cresce spontaneamente senza alcun genere di intervento, l’altra in cui si pratica una gestione sostenibile, attraverso un’attenta pianificazione di interventi calibrati rispetto alla tipologia di bosco e ai benefici ambientali e sociali che può fornire.

 

Il professor Vacchiano ha commentato: “Nella maggior parte dei siti analizzati nelle diverse regioni, gli interventi selvicolturali rendono gli alberi più stabili e resistenti al cambiamento climatico e ne aumentano la velocità di crescita. Nel Bosco dell’Incoronata, nonostante la presenza dell’eucalipto eserciti effetti peculiari sulla densità e sulla composizione della foresta, la tendenza generale è confermata: le querce monitorate nell’area gestita crescono meglio, oscillano di meno se esposte al vento e mantengono un livello di salute e un flusso linfatico migliori anche nel periodo secco”.

 

Le fasi successive dello studio forniranno una maggiore quantità di dati e dunque aiuteranno a confermare o meno l’ipotesi. Il monitoraggio coprirà cicli stagionali pluriennali, integrando i dati dei Tree Talker con misurazioni meteorologiche, analisi del suolo e del contenuto di carbonio. L’espansione della rete di monitoraggio e l’affinamento degli algoritmi di analisi consentiranno di perfezionare il protocollo di ricerca e di approfondire quali sono gli elementi che determinano scostamenti e controtendenza.

 

Il progetto #RigeneraBoschi nel 2025 ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

 

*Carrus, G., Panno, A., Aragones, J. I., Marchetti, M., Motta, R., Tonon, G., & Sanesi, G. (2020). Public perceptions of forests across Italy: An exploratory national survey. iForest – Biogeosciences and Forestry, 13(4), 323–328. https://doi.org/10.3832/ifor3394-013