In media stat virus
“Il numero dei contagi è probabilmente sottostimato ma questo può essere positivo”, dice la virologa Ilaria Capua. “I dati dei contagi sono probabilmente sovrastimati e questo è un dato positivo" dice il capo della protezione civile Angelo Borrelli. Comunque vada, il dato è positivo e in questo ottimismo sta il dietrofront della comunicazione istituzionale.
Non voglio qui mettermi in fila per il tiro al piccione sulla gestione di questa crisi. Così come tutti sono diventati un po’ virologi in tanti sono diventati esperti di crisis management.
Voglio proporre un riflessione dando per assodate le inefficienze ma non le deficienze di questa vicenda. Cioè è evidente che la confusione sta regnando sul tema forse influenzata dalle nebbie padane. Ma non diamo per scontato che tutti gli errori siano errori: forse la crisi è almeno in parte stata gestita in questo modo per scelta.
Di fatto, il governo stressato da risse quotidiane e in una crisi che pareva più che annunciata ha tirato un grosso sospiro di sollievo. Negli Stati Uniti i presidenti sotto elezioni scatenano guerre, noi nel nostro piccolo prendiamo quello che ci arriva, in questo caso l’import virale. Dopo il corona virus tutti i contendenti del ring politico sono tornati nell’angolo. Tra una statistica virale e l’altra sono stati sommessamente approvati i decreti su cui si litigava e si ponevano veti che parevano insuperabili, dal milleproroghe alle intercettazioni. Il tema di scontro tolto dalla graticola della propaganda è diventato più commestibile.
Possibile quindi che la drammatizzazione sia stata una tattica? Più che possibile, soprattuto considerando i protagonisti di questa comunicazione istituzionale. Almeno fino a un certo punto. Chi è abituato a conquistare gli spazi gridando sempre più forte non è detto che sappia modulare in modo opportuno i toni di una crisi vera. Per dirla in modo meno poetico, l’enfasi del dramma è stata voluta ma il volume è scappato di mano perché chi lo ha creato non ha cultura o capacità per abbassarlo oltre che alzarlo. In un mondo di gente che grida imparare a parlare sottovoce è inutile.
Non si spiega diversamente l’apparente mancanza di preparazione di un piano di crisi visti i comodi tempi trascorsi tra l’annuncio cinese e l’esordio italiano. Probabile che il piano di crisi prevedesse proprio quello che più o meno è successo, almeno all’inizio. Come spiegare altrimenti la completa assenza di un portavoce autorevole, il primo passo di qualsiasi crisi. Invece, liberi tutti e anche qui forse la mano è un po’ scappata. Perché il complotto virale si è beffardamente spalmato sul lombardo-veneto governato dall’opposizione leghista. Siccome attaccare la controparte era una strategia inattuabile in una situazione così grave, si è scatenata la rincorsa a chi imponeva precauzioni sempre più rigide ma soprattutto scomposte. Questo ha portato al proliferare di centri di comunicazione con toni sempre più allarmistici come accade in tutte le crisi populiste e popolari. La gara a chi usa il termine più forte. Quante aziende sono state uccise dagli aggettivi urlati da comitati vocianti eccitati come quaglie che vedono solo faine, sotto l’effetto dopante della polarizzazione e dell’assembramento.
A un certo punto, poche ore fa, le parole forti sono terminate. Sono diventate sempre le stesse perché nemmeno la Crusca aveva fantasia per crearne di nuove. La noia è la triste mietitrice di ogni dramma. Allora il climax si stempera e si guardano le macerie lasciate dalla incapacità collettiva di misurare e misurarsi. Ma soprattutto da una mancanza di cultura della comunicazione che non è solo tecnica ma anche un senso di responsabilità e del dovere. In questa fase i media cercano la loro via mediana come buddisti pentiti spingendosi talvolta a un eccesso di rassicurazioni dannose quanto la drammatizzazione.
La conclusione è che non sono cambiati i mezzi di comunicazione ma i comunicatori. La società li segue. La ricerca della sensazione, l’orientamento a concentrarsi sull’emozione utilizzando l’efficacia narrativa della paura, è una malattia che richiede un vaccino urgente quanto il nuovo virus.
Un ultima cosa. Negli ultimi mesi oltre ventimila persone sono morte di dengue, oltre tre milioni si sono ammalate. Accade in Asia e in America latina. Se avete letto qualcosa sui giornali siete persone ben informate. Riflettiamo su come usiamo i mezzi di comunicazione, su quanto ci facciamo trasportare dall’onda emotiva anche tra professionisti o professoroni o semplici persone attente ai fatti del mondo. I media ormai siamo noi.
- Giorgio Tedeschi
Nessuna correlazione tra uso del cellulare e alcuni tumori
Lo ha stabilito il rapporto Istisan presentato oggi e realizzato da Istituto superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea.
L'uso prolungato dei telefoni cellulari, su un arco di dieci anni, non è associato all'incremento del rischio di tumori maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari).
Il rapporto conferma però che allo stato attuale non ci sono dati sufficienti per avere una conclusione altrettanto tranquillizzante riguardo il rischio dei tumori intracranici e mancano anche dati sugli effetti a lungo termine dell'uso del cellulare se cominciato durante l'infanzia.
La convergenza di Piersilvio
Si rivela tra le saponose pagine di Bruno Vespa il pensiero convergente di Piersilvio Berlusconi. Pierfiglio ha raccontato la sua visione della tecnologia del futuro che vede legata ad un unico apparato capace di fare tutto. Naturalmente parliamo di contenuti, cioè delle cose che qui scriviamo da venti due anni e che chiunque non sia concentrato solo sul prezzo del merluzzo sa bene. La convergenza è proprio questo. Avesse rivelato un futuro in cui le lavastoviglie potranno riprodurre i vecchi dischi di vinile ci saremmo stupiti. Oppure che l'internet delle cose avrebbe permesso di usare la caffettiera come una stampante 3D. Ma dalla citazione che potete leggere qui di seguito ci pare non cogliere novità alcuna. Solo Vespa poteva cascarci. E il Tg1. A voi il giudizio
Il silicio artificiale possibile rivoluzione
Potrebbe essere una nuova rivoluzione nell’elettronica la creazione del silicio artificiale. Nonostante il silicio sia il materiale più diffuso sulla Terra, le sue caratteristiche imponevano dei limiti allo sviluppo dell'elettronica.
Un’innovazione per telefonate e navigazione senza interruzioni
La rivista Nature Physics ha pubblicato una ricerca sulla tecnologia a onde circolari che potrebbe ridurre drasticamente i salti di linee dati. Quindi telefonate e navigazione senza discontinuità. Il risultato si deve al gruppo coordinato dall'ingegnere italiano Andrea Alù, che lavora negli Stati Uniti nell'università del Texas.
Nomine e riorganizzazione in Mediaset
Mediaset ha varato il nuovo assetto organizzativo delle reti, alle dirette dipendenze di Marco Paolini, Direttore Generale Palinsesto e Distribuzione Mediaset. Mediaset centralizza la promozione televisiva di tutti i programmi e definisce i nuovi incarichi ai vertici delle reti.
Recchi, nelle Tlc 900 mila posti entro il 2017
Il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi cita fonti comunitarie e afferma che per il 2017 “si stima che ci sarà mancanza di skills, di competenze, in Ict per 900mila posti di lavoro".
India, due donne reagiscono all’aggressione e filmano tutto
L'India celebra il coraggio di due sorelle che hanno reagito a un tentativo di molestie su un autobus, picchiando i loro tre aggressori. Il filmato che mostra le due donne a mani nude e con le loro cinte contro i tre uomini, girato da un passeggero con un telefono cellulare, è diventato subito virale sia sui social media che in televisione. Secondo quanto riferito dalla polizia, gli uomini sono stati arrestati e incriminati per aggressione.
Da marzo si paga online con le carte bancomat
Da fine marzo 2015 si potranno fare acquisti via internet e pagare col Bancomat. Lo ha annunciato Sergio Moggia, direttore generale del consorzio Bancomat, in occasione del seminario Abi a Ravenna. "A fine marzo saremo pronti per la prima transazione PagoBancomat sul web", spiega Moggia.
Vietnam:arrestato blogger disfattista
La polizia vietnamita ha arrestato un blogger per la pubblicazione nella rete di materiale considerato "inappropriato". Hong Le Tho, 65, è stato arrestato a Ho Chi Minh City sabato per la pubblicazione di articoli "dal contenuto inappropriato e con informazioni scorrette che riducono la fiducia nelle agenzie di Stato".
Registrazione del tribunale di Milano n° 799 del 28/12/2006.
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