11 Settembre 2026
Ebs all’audizione Arera: le richieste per valorizzare le biomasse solide per la decarbonizzazione

Valorizzare le biomasse solide come fonte rinnovabile programmabile e migliorare il meccanismo dei prezzi minimi garantiti. Sono alcune delle richieste che ha portato l’Associazione Ebs alla consultazione Arera sul Quadro strategico 2026-2029.
Roma, 11 settembre 2026 — L’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) è intervenuta ieri all’audizione periodica di Arera con le osservazioni dei produttori industriali di energia da biomasse solide sul Quadro strategico 2026-2029dell’Autorità (DCO 244/2026/A). La prima riguarda il criterio di fondo: accanto al costo unitario dell’energia il quadro regolatorio deve riconoscere il diverso contributo che offre ciascuna tecnologia alla sicurezza, all’adeguatezza e alla resilienza del sistema.
Su questo presupposto Ebs chiede il riconoscimento espresso del valore sistemico delle bioenergie da biomasse solidein una prospettiva di piena integrazione con le rinnovabili non programmabili e di razionalizzazione degli strumenti che impiega il sistema per garantire adeguatezza e flessibilità.
Le biomasse solide si affiancano all’idroelettrico programmabile come fonte rinnovabile che produce secondo programmi indipendenti dalle condizioni meteorologiche, con il valore aggiunto peculiare del radicamento territoriale delle filiere di approvvigionamento, dell’impiego di risorse nazionali ed esternalità positive stabili, consistenti e documentabili. Fra queste rientrano la manutenzione del patrimonio boschivo, la valorizzazione di residui e sottoprodotti, la sottrazione di combustibile agli incendi, il presidio delle aree rurali e l’occupazione distribuita.
Sul fronte dello sviluppo della rete e dell’adeguatezza delle zone di mercato l’Associazione ha ricordato che gli impianti a biomassa forniscono già regolazione, inerzia e supporto alla tensione, spesso in nodi periferici e in aree a maggiore fragilità energetica. La Sardegna ne è l’esempio più evidente. Ebs chiede che la revisione del mercato della capacità e le nuove discipline su stoccaggi e flessibilità della domanda non creino asimmetrie, ma al contrario tutelino e valorizzino la capacità rinnovabile programmabile già in esercizio, e che al riconoscimento dei servizi di rete corrispondano segnali economici effettivamente accessibili.
Il presidente dell’Associazione Ebs, Andrea Bigai, sottolinea: “Il sistema elettrico cerca capacità programmabile per garantire l’adeguatezza, ma non può rischiare di perdere, per effetto di condizioni economiche e regolatorie inadeguate, quella rinnovabile già esistente,. Gli impianti che rendono un servizio al sistema devono poterlo far valere sul mercato, ciascuno per quello che effettivamente dà. Chiediamo che la regolazione riconosca programmabilità, disponibilità, localizzazione e resilienza, le qualità di cui il sistema elettrico avrà sempre più bisogno“.
Un capitolo specifico riguarda i prezzi minimi garantiti alle bioenergie, in attuazione dell’articolo 5 del decreto-legge 21/2026. Ebs apprezza che l’Autorità abbia già segnalato a Parlamento e Governo l’esigenza di correttivi e sottolinea quattro necessità: la riduzione delle ore equivalenti riconosciute solo dove serva davvero a rispettare i tendenziali di spesa, una soglia minima che mantenga coperti i costi di esercizio, il riporto fra semestri delle risorse stanziate e non utilizzate per ciascun comparto, parametri di costo aderenti alle dinamiche reali della materia prima legnosa e della logistica.
Sul versante dell’economia circolare l’Associazione ha portato all’attenzione dell’Autorità il recupero energetico delle biomasse residuali come opzione coerente con l’economia circolare e il principio di impiego a cascata. Ebs auspica un coordinamento esplicito fra regolazione ambientale ed energetica su queste matrici, oggi affidate a discipline che talvolta non dialogano fra loro.
L’Associazione chiede inoltre che nell’ambito dell’Osservatorio della Regolazione nasca un tavolo tematico dedicato alle fonti rinnovabili programmabili e alle bioenergie e che con Mase, Terna e Gse prenda avvio una valutazione strutturale dei modi economicamente efficienti di valorizzare la capacità del settore nel medio-lungo periodo, in vista della scadenza dei periodi di incentivazione di una parte rilevante del parco.
L’Associazione ha infine confermato la propria disponibilità a collaborare con l’Autorità e con gli altri soggetti istituzionali per coniugare tutela dei consumatori, contenimento degli oneri, sicurezza energetica e massimizzazione della produzione rinnovabile nazionale.